
Sono un americano e voglio venire in Italia; mi siedo davanti al mio pc e, per raccogliere maggiori informazioni, digito l’autorevole l’indirizzo: www.italia.it.
…Qualche secondo per caricare la pagina…
Ops! Ma c’è qualcosa che non va… “impossibile visualizzare la pagina”!

Ci risiamo, il tricolore registra l’ennesima bufala, ma non parliamo di mozzarella!
Già perché i 45 milioni di Euro (90 miliardi del vecchio conio) per realizzare il portale più rappresentativo del Belpaese, italia.it, sono stati ‘oscurati’ venerdì 18 gennaio.
E io pago!
Per chi aveva avuto la (s)fortuna di ammirarlo, dal contestatissimo logo a forma di banana (per i più maliziosi emblema delle falliche virtù nostrane), al lento caricamento delle immagini, per non parlare del contenuto che, diciamocelo francamente, più che spingere l’incoming inviatava all’outcoming, Italia.it fin dall’inizio non ha mai convinto.
E io pago!
L’idea, nata nel 1994 dall’allora ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca e presentata nel febbraio 2007 da Francesco Rutelli, ministro per i Beni Culturali, vanta testimonial come la Pausini, la Bellucci e il CT dell’Italia campione del mondo Marcello Lippi.
Nonostante tutto il governo minimizza: “Di 45 milioni spesi solo sette”
Però, che parsimonia, solo sette milioni per un portale che avuto meno di un anno di vita!
Il Codacons ha annunciato di voler presentare un ricorso alla Corte dei Conti: “Va aperta un’indagine per accertare come sono stati spesi nel dettaglio questi 7 milioni e quali vantaggi concreti il portale abbia portato al turismo italiano, verificando eventuali sprechi di denaro pubblico”.
Il 23 gennaio 2008 è programmato un incontro tra alcuni assessori regionali al Turismo e il ministro per l’Innovazione Tecnologica Nicolais per decidere le sorti del portale.
E intanto, Noi paghiamo!!!